Catering perfetto per il vostro matrimonio… vegetariano!

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Finalmente è successo: l’attesa è stata lunga, ma il tuo Lui si è deciso a chiederti di sposarlo. Oppure, da coppia moderna, avete optato per il comune accordo. In ogni caso, la gioia è enorme, ma l’organizzazione è molto faticosa, soprattutto se non si è abituati a far fronte a mille impegni, coordinandosi con sarta, negozio di bomboniere, agenzia di viaggi, catering, allestitori, Comune… Ed ecco un ulteriore grattacapo: il tuo Lui è vegetariano, lo sei tu, oppure, nella peggiore delle ipotesi, i suoceri sono molto attenti all’alimentazione, scelgono solo biologico e prodotti selezionati contro lo sfruttamento animale.

Come organizzare un catering etico e biologico senza troppe ansie? Affidandosi a professionisti che hanno scelto questa strada, come l’azienda milanese Food&Mood. Basta contattare la società per togliersi da ogni impiccio: non solo il concept alla base dell’allestimento, per un matrimonio magico e incantevole, ma anche gustose proposte green per un menu eco-compatibile e chic.

Il valore aggiunto dell’azienda è proprio la possibilità del catering biologico: le materie prime vengono accuratamente selezionate da fornitori impegnati nell’agricoltura sostenibile, così da soddisfare anche gli invitati più esigenti e “integralisti” della naturalezza e del mangiare sano… ovviamente senza rinunciare al gusto. I piatti veg più richiesti al momento? Piatti deliziosi e freschi, molto estivi e anche esteticamente accattivanti: ad esempio, flan di verdure, tortini con sedano e carota, oppure il tocco esotico del tabulé agli agrumi, e come dolce prima della torta, semplici tartellette alla frutta.

Una scelta obbligata e sensata, calcolando che le persone che vogliono un’alternativa ai cibi di origine animale sono in costante aumento secondo le statistiche nazionali e internazionali: secondo dati Eurispes di gennaio 2014, la somma di vegetariani e vegani nel Bel Paese sfiora i 4 milioni e mezzo. Almeno un terzo di questa percentuale dichiara di aver rinunciato a carne e derivati proprio per amore degli animali e per il timore del trattamento a loro riservato negli allevamenti; il 24% sostiene che è una scelta salutistica, perché una dieta carnivora sarebbe dannosa sul lungo periodo, mentre il 9% afferma che è per aiutare l’ambiente, dato che le colture danneggiano il pianeta meno dell’allevamento intensivo.