Caso Sarah Scazzi: la verità passa dal cellulare?



Una svolta importante nelle indagini che da mesi proseguono sull’ omicidio della piccola Sarah scazzi, la 15enne ritrovata in un pozzo nelle campagne di Avetrana.

Le ricerche della bambina sono andate avanti per settimane, finchè lo zio Michele Misseri ha confessato di averla uccisa e in seguito portata nelle campagne di Avetrana e spogliata prima di infilarla in un vecchio pozzo.

Durante le indagini però gli inquirenti sono arrivati a pensare che non fosse estranea ai fatti anche la cugina Sabrina Misseri anzi, indicata dopo diversi mesi dal padre stesso come l’assassina della piccola Sarah mentre lui avrebbe avuto ‘solo’ il compito di occultare il cadavere.

Da quel momento entrambi, padre e figlia, sono rinchiusi in carcere, tra polemiche e opinioni di chi dice che il responsabile sia solo ed esclusivamente Michele e chi dice invece che anche Sabrina abbia avuto un ruolo nell’omicidio.

Una vera svolta è arrivata durante le vacanze natalizie però, quando il fratello di Sarah Claudio Scazzi ha consegnato agli inquirenti il famoso secondo cellulare di Sarah che era stato dato per disperso. Qui stanno cercando di rintracciare dei messaggi o comunque dei contatti che chiariscano meglio la dinamica di quel maledetto giorno e soprattutto il movente secondo cui sarebbe stata uccisa la piccola Sarah.

Gli inquirenti però non lasciano trapelare niente, non ci è dato sapere il contenuto di questo secondo telefono di Sarah.