Case chiuse con prostitute robot, così sarà il futuro

Androide

Un futuro in stile Blade Runner attende il sesso a pagamento: case chiuse e prostitute robot. Questo è lo scenario dipinto da un gruppo di ricercatori dell’Università neozelandese di Wellington, proprio come nel celebre film di Ridley Scott, dove una delle replicanti (Pris) era stata creata appositamente per l’intrattenimento degli esseri umani.

Come hanno spiegato gli studiosi: “L’innovazione tecnologica libererebbe gli esseri umani dai problemi di ordine morale che spesso vengono associati alla frequentazione di prostitute, ma aprirebbe questioni forse ancora più rilevanti”.

La questione forse più spinosa riguarda proprio l’amore, in un futuro del genere, come può essere un rapporto sentimentale tra un robot e un essere umano? Probabilmente, la stessa domanda ha animato anche Philip K. Dick, il noto scrittore di fantascienza che ha ‘partorito’ il romanzo Il Cacciatore di Androidi, che poi è stato adatto per il cinema da Ridley Scott.

Ma l’nterazione sociale tra robot ed umani non è poi così fantascientifica, lo dimostrano i robot Kepoon, impiegato con i bambini autistici, e Morphy, impiegato nell’insegnamento sempre con i bambini. Ma l’abitudine al contatto con i robot, può davvero far scattare la scintilla? E ancora, una macchina può ricambiare i nostri sentimenti?

Secondo i ricercatori, in un mondo dove le forme tradizionali di interazione sociale sono in via d’estinzione, saranno proprio i robot a riprodurre i sentimenti del passato, quei sentimenti inseguiti dagli esseri umani, persi a causa della ricerca continua alla perfezione tecnologica. Sarà… ma i robot sono e resteranno solo una versione semplificata dell’essere umano, un groviglio inestricabile di passioni, dissidi interiori ed emozioni, impossibile da replicare.