Repubblica è riuscita ad intervistare la sedicenne di Torino che qualche giorno fa ha inventato una stupro subito da parte di due rom; bugia che ha portato all’assalto e all’incendio di un campo rom non troppo lontano dalla sua abitazione. Ad intervistarla Vera Schiavazzi, mettendo in luce la versione della giovane, di nome Sandra.
Aveva fatto sesso con il suo ragazzo, in un garage; ma la cosa l’aveva messa a disagio e quindi nel timore che in qualche modo venisse scoperta ha preferito attribuire la perdita della verginità ad un atto di forza. Il primo a ricevere la confessione è stato il fratello; nemmeno a lui si era sentita di dire la verità. La bugia una volta detta è dovuta andare avanti per un pò. Poi un’altra domanda, sul perchè avesse descritto i suoi aggressori come persone provenienti dal campo nomadi lì vicino: “Ho sbagliato. Ma il mio non è razzismo. Chiedete a chiunque in quartiere, quasi tutti hanno avuto un furto in casa. È normale che la gente sia esasperata, anche se non si può giustificare quello che è successo alle baracche dei rom, dove c’erano donne e bambini. Quando sono uscita dal garage e ho incontrato mio fratello c’erano due ragazzi del campo in lontananza che scappavano. Io li ho visti, anche lui li ha visti, una parte della mia bugia è nata così”.
Non voleva che i suoi sapessero la verità; aveva promesso a se stessa di non fare mai sesso prima del matrimonio. Il suo ragazzo è stato molto corretto (sia chiaro) ma “è vero che in famiglia siamo tutti d’accordo che certe cose non vanno bene. I miei non sono contenti della storia con questo ragazzo, avrebbero voluto che lui si presentasse a casa, che dicesse le sue intenzioni.” Sandra del resto è molto religiosa, come tutta la sua famiglia; “Mi piacerebbe che tutti si dimenticassero di me, che del mio sbaglio non si parlasse più. Ma forse è impossibile”.








































