Campagna contro il Fumo: le multinazionali contro gli slogan



Che il fumo sia una delle piaghe della società salutista è cosa nota, anche se considerando le casse dello Stato e delle Multinazionali che si arricchiscono, tutto sembrerebbe tranne che una piaga sociale. Ma tant’è, fumare fa male, punto e fine, senza possibilità di riscatto alcuno. E proprio per questo motivo, quotidianamente tante sono le campagne di mobilitazione contro il fumo che si attivano nel mondo, in ultimo quelle della US Food and Drug Administration contro cui ben quattro aziende produttrici di tabacco, hanno intentato causa.
La motivazione dell’accusa risiede nelle etichette di avvertimento sui pacchetti di sigarette, giudicate dalle aziende troppo aggressive e decisamente disincentivanti all’acquisto.
La causa è stata intentata al grido di incostituzionalità, Lorillard, Inc infatti, terzo produttore di sigarette negli USA, ha giudicato incostituzionale la campagna della FDA:
“Le norme violano il Primo Emendamento”, ha dichiarato Floyd Abrams, legale che rappresenta Lorillard.
Le immagini veicolate dall’associazione infatti sono particolarmente borderline, basti pensare che non più di qualche mese fa, erano state pubblicate immagini grafiche molto violente, come ad esempio una bocca sfregiata e un polmone annerito e ancora il petto di un uomo con scritto il “Attenzione: Il fumo può uccidere.”
Aldilà della realtà di quanto afferma la FDA (il fumo uccide circa 1200 persone al giorno negli USA), le immagini veicolate sui pacchetti di sigarette sono ben lontane dalle semplici scritte che siamo abituati a vedere sui nostri pacchetti e l’effetto è di certo più immediato e spaventoso.
Se questo lede dei caratteri della costituzione americana, al momento non ci è dato saperlo… certo è che le aziende produttrici di tabacco in questione ne escono davvero con le ossa rotte… Cosa ne pensate?