Calcio, Serie A 2013: il talento Romagnoli prossimo "re" di Roma?


Conclusasi la 27esima giornata di Serie A, oggi mi sento di dedicare questo post ad un talento classe 95′ che ieri non solo ha fatto volare il tecnico Andreazzoli verso la terza vittoria consecutiva da quando è sulla panchina della Roma ma, in generale, ha fatto sognare un’intera tifoseria, quella capitolina:  sto parlando ovviamente di Alessio Romagnoli, fresco difensore  18enne che proprio ieri all’Olimpico contro il Genoa ha già fatti suoi, in pochi minuti, record personali importanti, come l’esordio assoluto da titolare ed il primo gol nella massima serie, roba da urlo insomma. In realtà Romagnoli, romano di Roma e da sempre supporter della “magica”, aveva già fatto parlare di sè in precedenza, mettendosi in evidenza nella squadra primavera guidata da Alberto De Rossi, in cui era capitano.

Certamente Alessio Romagnoli deve molto a Zednek Zeman, il tecnico che l’ha notato, ammirato e lanciato in prima squadra. Dunque ancora una volta il boemo ha dimostrato di vederci lungo in fatto di talenti e promesse del futuro, lasciando un’eredità importante se non in fatto di risultati, quanto meno di “patrimonio” calcistico. Nato ad Anzio il 12 gennaio del 1995, Alessio Romagnoli ha esordito in serie A lo scorso 22 dicembre 2013, quando la Roma era appunto ancora guidata da Zeman e s’impose sull’Atalanta con un sonoro 4-2. Alessio gioca in difesa, al centro, ruolo delicato e in cui la Roma sicuramente ha potuto contare in passato su nomi illustri, come Aldair e Zago.

Ma Romagnoli sembra pronto ad affrontare il futuro mettendo sulle spalle il “peso” del passato e facendo sua l’esperienza (già lunga per avere solo 18 anni) utile per diventare un vero pilastro della “magica”. Punti di forza: fisico asciutto (1,85 per 75 kg), rapidità nelle chiusure, cali di concentrazione praticamente inesistenti, marcatore ordinato, attento e, la partita di ieri lo conferma, imperioso stacco di testa. Certo, come ogni talento del calcio, anche Romagnoli dev’essere coltivato: ecco dunque che il “piccolo” difensore giallorosso deve migliorare in fase d’impostazione e nei movimenti, ma sicuramente il tempo gioca dalla sua parte. Per il resto adesso sarà lo stesso Romagnoli a “scrivere” le pagine della sua carriera, che probabilmente sarà a tinte giallorosse per molto tempo, se non per sempre. E questo perchè Alessio è romano, ama la Roma e soprattutto è amato da Totti, che proprio ieri gli serviva l’assist per il primo gol in Serie A. Insomma, detta così, vi pare azzardato definire Romagnoli il futuro “re” di Roma?

 

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