Brindisi Strage: Sabrina torna alla normalità con la paura nel cuore!



Un incubo continuo, che non finisce mai!”. Così Sabrina Ribezzi, una delle ragazze rimaste ferite nell’insensata strage alla scuola Morvillo-Falcone avvenuta, ormai, più di un mese fa, descrive quell’esperienza devastante, per il corpo e per l’anima. Attraversava le strisce pedonali che la conducevano, come ogni benedetto giorno, a scuola. Ma quel giorno, il botto, la spinta, il nulla. Poi, il risveglio in Pronto Soccorso ed una lunga degenza per recuperare fisico e cuore. Sabrina ha paura perché qualcuno ha distrutto la sua normalità, la spensieratezza che mai nessuno dovrebbe violare, portando la morte in un luogo di vita.

Le ustioni della ragazza, fortunatamente, stanno mostrando un decorso positivo e la piccola è stata dimessa dal reparto di chirurgia plastica. Tornare alla normalità ora sembra una parola grossa all’amica di Melissa, di Veronica, di Azzurra e delle altre compagne che quel giorno hanno visto la morte in faccia. Un’esperienza che cambia totalmente la vita. Un dolore, un’angoscia, un buio che pervade un’esistenza spensierata ed insinua nella mente il tarlo della morte e del panico.

Ma, nonostante gli incubi assolutamente comprensibili, la piccola Sabrina ha voglia di tornare a vivere: “Sarà difficile, ma voglio tornare a scuola!“. Uno schiaffo morale a chi ha voluto vendicare la sua frustrazione colpendo ragazze innocenti, degne di un futuro normale e che adesso merita solo di pagare per tutte le sue colpe, vecchie e nuove.

Azzurra Camarda, purtroppo, è ancora ricoverata al reparto grandi ustionati. Le sue ferite sono più gravi e necessitano di più tempo per rimarginarsi. Ma il cuore, quello, quando si rimarginerà? Chi fornirà alle ragazze il giusto supporto per andare avanti, per fidarsi ancora degli altri quando esse hanno toccato con mano lo squallore dell’ignominia umana? Chi dirà loro che, d’ora in poi, nessuno farà loro del male?

Vorremmo urlarglielo tutti, ma mentiremmo. Perché il male esiste, proprio come esiste il bene e possiamo solo sperare che la loro vita, d’ora in poi, le ripaghi con l’amore, con la serenità e con la salute.

Veronica Capodieci, intanto, lotta ancora per vivere ed è ricoverata nel reparto grandi ustionati dell’ospedale di Cisanello, a Pisa. Le sue condizioni stanno lentamente migliorando, ma il calvario delle operazioni di ricostruzione per lei non è ancora finito. Il suo corpo è stato dilaniato dall’esplosione, ma per fortuna la sua immensa forza ha prevalso sul male e, forse, un giorno lontano, il suo cuore potrà tornare a credere negli uomini…