Bondage Soter Mulè: Libero il 42enne accusato dell’omicidio di Paola Caputo



Sono indegno, avrei dovuto salvarla. Dovevo tagliare le corde, ho commesso un errore. Solo io potevo salvarla. Mi sembra un’ingiustizia.” Così parlava tre mesi fa Soter Mulè, il 42enne romano accusato di omicidio colposo per la morte di Paola Caputo, deceduta l’11 settembre scorso in seguito ad un gioco erotico finito in tragedia. E la responsabilità per quella morte, per decisione del Tribunale e per stessa ammissione dell’uomo, fu proprio esclusivamente di Mulè che, dalle prime ore trascorse nel carcere di Regina Coeli, non ha mancato di ammettere le sue colpe dicendosi profondamente pentito e mortificato per quanto accaduto.
Da allora sono passati poco più di 90 giorni e l’ingegnere romano 42enne ha scontato la sua pena agli arresti domiciliari e proprio ieri è tornato libero in seguito alla scadenza dei tre mesi previsti dall’accusa di omicidio colposo, ovvero commesso senza intenzionalità. A commentare il ritorno alla libertà di Soter Mulè sono stati i legali dell’uomo, Antonio Buttazzo e Luigi Di Maio, che hanno voluto sottolineare che “la scarcerazione senza alcun tipo di vincolo rafforza la tesi della natura colposa del reato.” L’uomo infatti, sin dalle prime ore seguite alla morte di Paola Caputo, ha sempre sostenuto le proprie colpe affermando però la mancanza assoluta di intenzionalità per il decesso della ragazza di soli 23 anni. Da allora gli avvocati hanno sempre dichiarato che Mulè non ha mai smesso di tormentarsi per quanto accaduto ed anche se ora è tornato ad essere un uomo libero il pensiero della morte di Paola probabilmente lo tormenterà ancora a lungo.