Biglietti Metro Milano: la protesta per il rincaro del 50%



Quanto stress arrivare in metro ogni mattina, salire essere pressati da centinaia di persone, ridurre se stessi fino a diventare sottili come fogli di carta velina per riuscire in mezzo alla confusione ad arrivare al portellone per uscire. Si scende dalla metro, si arriva alla fermata e si risale su un bus, o si cambia semplicemente linea della metro e la storia ricomincia.

Questa è la vita che studenti, pendolari, lavoratori, pensionati e casalinghe fanno ogni giorno a Milano.

Ieri, 2 settembre è partito il rincaro dei biletti ATM. Sono cresciuti non poco, del 50% anche se l’agevolazione vera dovrebbe essere la durata della corsa che passa da 60 a 90 minuti di validità. I cittadini milanesi indignati iniziano già dal 31 agosto a fare corde chilometriche per accaparrarsi gli ultimi biglietti a costo ridotto. Il bilancio di fine giornata sono i biglietti da un euro finiti e i distributori costretti a vendere quelli da un euro e cinquanta con un giorno d’anticipo.

Per fortuna nella manovra rincaro non verranno toccati gli abbonamenti anche se l’aumento dei multi corsa è già presente. Si stanno studiando anche piani tariffari vantaggiosi per giovani sotto i 26 anni e per anziani over 65 con meno di 16.000 euro di reddito l’anno.

Ma la lega, non ci sta e propone un illegalissimo sciopero bianco per protesta. I titolari di biglietti ancora in corso di validità potranno cederlo se non scaduto a colui che sta aspettando di salire sul mezzo. E’ stata una protesta effettuata già in molte città italiane per fare comprendere il disagio, specie in tempi così difficili che si crea con questi rincari.