Berlusconi Ruby: le intercettazioni, il processo, l’ira di Ghedini

E nonostante il processo Berlusconi sia stato già rinviato ancora prima di iniziare, sui giornali proprio ieri erano apparse delle nuove intercettazioni su cui ovviamente si sono scatenate le più vorticose polemiche.
C’è chi accusa la Procura di aver fatto errori di trascrizione, c’è chi si difende sostenendo che “Non c’è stato alcun errore nella trascrizione parziale e nel deposito di alcune conversazioni in cui Silvio Berlusconi risulta come interlocutore indiretto” e le parole sono niente meno che di Bruti Liberati, procuratore della repubblica di Milano.
Le intercettazioni risalgono ai mesi intercorsi tra agosto e ottobre 2010 e hanno come protagonisti proprio il Premier Silvio Berlusconi e alcune ragazze. Liberati rincara poi la dose, sostenendo che: “Il deposito delle telefonate alla difesa di Berlusconi è stato un atto rigorosamente dovuto, a garanzia del dititto di difesa”.
A seguito della pubblicazione delle intercettazioni, ci si è poi dovuti sorbire l’ira del cavalier servente Niccolò Ghedini che in proposito ha dichiarato:
Le intercettazioni erano in possesso non solo della difesa, ma principalmente della stessa procura della Repubblica di Milano. Anziché occupare il tempo con comunicati stampa, indaghi la procura di Milano o, forse meglio sarebbe lo facesse altra procura, per verificare chi ha consegnato ai giornali quelle intercettazioni”.
Quindi il giochino è sempre lo stesso, non è tanto interessante quello che viene detto nelle intercettazioni, ma come esse siano arrivate ai quotidiani italiani.
In effetti è un problema non da poco questo… Urge un provvedimento!
Che poi, paradossalmente, le intercettazioni, spiega il procuratore accusato da Ghedini&Co,
sono state trascritte per essere utilizzate per chiedere al gip una proroga nel poter svolgere ancora intercettazioni. E una volta trascritte, per questo motivo, andavano depositate alla difesa del premier, come è stato fatto.

Insomma… vai a fare i favori alla gente…