Avetrana, tutto da rifare? Le ricostruzioni di Matrix!



Avetrana, un processo tutto da rifare? Possibile che fascicoli su fascicoli possano venir completamente “cestinati” dalla Cassazione? Se Cosima e Sabrina dovessero essere scarcerate e Misseri restare nell’attuale situazione processuale, ossia responsabile solo dell’occultamento di cadavere, si arriverebbe ad una paradossale ricostruzione. Sarebbe come teorizzare implicitamente che né Michele né Cosima e né Sabrina abbiano commesso l’omicidio, pur avendo, tutti e tre o singolarmente, occultato il cadavere della giovane Sarah Scazzi! E che almeno Michele Misseri abbia compiuto l’atto disumano, mi sento di sottolinearlo, è più che certo, visto che ha indicato agli inquirenti il luogo nel quale cercare la piccola Sarah. Dunque, chi avrebbe ucciso la ragazza? Chi potrebbe aver avuto il tempo necessario di farlo, in quel breve tragitto che porta dalla casa di Sarah a quella degli zii? E, soprattutto, chi altro può averla uccisa, visto che solo gli stretti familiari erano a conoscenza della destinazione di Sarah? L’omicidio Scazzi si gioca in 40 minuti. Quaranta minuti di bugie, ritrattazioni e tanti, tanti dubbi. Sabrina ha chiamato il padre dalla veranda; Mariangela, l’amica, dice di no e Misseri afferma di averla vista solo quando è tornata da casa di Concetta, a conclusione di una prima ricerca. Chi mente, chi ha ragione? Secondo lo psicoterapeuta Raffaele Morelli, particolarmente agguerrito nella puntata di questa sera di Matrix, sarebbero tutti colpevoli, soprattutto per l’evidente mancanza di emotività di questa famiglia. Tutti sono freddi, distaccati e si preoccupano solo di loro stessi. Sono tutti disinteressati al dolore. In un’intercettazione, mostrata in esclusiva, tra Cosima Serrano ed il marito, in carcere, la donna sembra ignara della fase omicidiaria. Chiede, infatti, spiegazioni al marito in merito al momento preciso in cui avrebbe visto Sabrina, quel maledetto pomeriggio d’estate. Se Cosima sapesse, sarebbe una perfetta attrice? E’ così? Come vedete, non è facile capire qualcosa in questa vicenda!

Ciò che sembra certo è che Misseri, chiamato a simulare nuovamente lo strangolamento della giovane, che lui stesso continua a ripetere di aver compiuto con le proprie mani, appare incerto. Sono immagini molto forti, ma è evidente la poca dimestichezza di Michele con un gesto così terribile. Se non sa farlo, è perché non l’ha mai fatto? Oppure, come egli stesso afferma, una corda ed un foulard sono due cose diverse? Ma si sa, badare a ciò che dice Misseri significa inoltrarsi in un terreno contorto e, spesso, incomprensibile. Ma ciò che tutti, ancora oggi, si chiedono, è: perchè un padre dovrebbe chiamare in correità un figlia? Credo che se un padre vuole proteggere una figlia, non si siano pressioni che reggano! Ed affermare che la Procura possa aver indotto Misseri a coinvolgere altri familiari nella vicenda è quantomeno paradossale e, se fosse vero, sarebbe di una gravità inaudita. Poi, possibile che in 40 giorni, Misseri non abbia parlato ai familiari di ciò che aveva fatto? Anche l’estrema sorpresa di Cosima e Sabrina di fronte all’autoaccusa di Misseri è pressoché paradossale! C’è un dato poi che è ancora più sconcertante… Come si può asserire che, se non sono state trovate tracce di Sarah né in casa, né in macchina e né in garage, significa che i Misseri, con l’omicidio, non c’entrano nulla! Tutt’altro, a mio parere, ed il caso Meredith insegna, perché se si deve lavare via le impronte, si lavano via tutte, fino all’ultima. Ed i Misseri hanno avuto più di 40 giorni per ripulire ogni luogo dalla presenza della piccola Sarah. Considerando, secondariamente, che le tracce lasciate da questo tipo di delitto sono praticamente irrisorie, è presto detto… Il fatto strano, appunto, è che se la ragazza avesse sbattuto, nella colluttazione che descrive Misseri, contro il compressore, ubicato in garage, qualche traccia si sarebbe dovuta trovare. Ed, invece, no. L’ex comandante dei Ris, Luciano Garofano, è certo. Le minuziose perizie sul compressore non hanno dato alcun esito al riguardo. Motivo in più per credere che la scena sia stata ripulita. In queste ore, la Cassazione è chiamata a decidere se spostare il processo da Taranto a Potenza, per incompatibilità ambientale. E’ vero: siamo in una società garantista e gli schiamazzi contro Cosima Serrano, al momento dell’arresto, sono incivili, però, forse, c’è anche da dire che la gente è stanca dei tanti assassini che tornano in libertà…