Attentato Brindisi, Manganelli non esclude nessuna pista

Attentato Brindisi

A distanza di 5 giorni dall’attentato di Brindisi, che ha provocato la morte di una ragazza di 16 anni, Melissa Bassi, davanti alla scuola superiore Falcone Morvillo, le indagini proseguono a ritmo serrato senza l’esclusione, da parte del capo della Polizia Manganelli, di alcuna pista. Intanto ieri è spuntato un nuovo video che rivelato la faccia di chi ha fatto esplodere l’ordigno.

Il capo della polizia, Antonio Manganelli, a margine della celebrazione della Festa dei 160 anni della fondazione della polizia, ha espresso grande soddisfazione per la fotografia dell’attentatore, che servirà ad arrivare ad una soluzione. Tuttavia, non risparmia le sue critiche alla gestione mediatica delle indagini, che ha lasciato molto a desiderare. Secondo Manganelli, infatti, anticipare sui giornali passo dopo passo come procede il caso non è un bene.

Manganelli si dice anche fiducioso di arrivare ad una risoluzione. Anche il preside della Scuola Morvillo, Angelo Falcone, il killer ha i giorni contati, e ha sottolineato come lo Stato abbia fatto sentire fortemente la sua presenza. E’ sicuro che le indagini chiariranno tutto. Intanto si intrecciano le varie piste, da quella mafiosa, suffragata dalla presenza, tra le ragazze ferite, della nipote di un boss e della figlia di un malavitoso.

A quella terroristica, anche se ieri nella seda Ansa di Ancona era giunta una lettera firmata Brigate Rosse in cui si chiariva che gli obiettivi non sono né gli studenti né i lavoratori.

Intanto Veronica, l’altra ragazza coinvolta nell’attentato rimasta gravemente ferita è stata portata in un centro specializzato in ustioni e chirurgia toracica di Pisa.