Arriva la tassa sulle bevande gassate


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Dopo la tassa sul cibo spazzatura, arriva la tassa sulle bevande gassate, ma il prelievo sarebbe minimo, di 3 centesimi. L’idea è stata proposta dal ministro Balduzzi con un duplice intento: mettere un freno all’abuso di bibite zuccherate e/o gassate tra i più giovani, e produrre un introito finalizzato alla promozione di uno stile di vita sano.

Secondo il ministro Balduzzi, infatti, il consumo di bevande gassate è un problema sottovalutato, anche dalle stesse famiglie e la tassa ne scoraggerebbe il consumo, anche se, in tutta onestà, non vedo come sia possibile, e la questione mi puzza…

Il Codacons, d’altro canto, ha bocciato sul nascere l’ipotesi. Come spiega il presidente Carlo Rienzi: “È una tassa. Con la scusa della corretta alimentazione e dello scopo sanitario, il governo vuole mettere le mani nelle tasche dei cittadini, aumentando il costo delle bibite gassate. In sostanza, per colmare i vuoti della casse statali si cerca di far perdere i chili di troppo agli italiani. Non si capisce poi perché tassare solo le bibite gassate lasciando fuori altri prodotti alimentari che fanno altrettanto male alla salute, come merendine o patatine fritte”.

Per Coldiretti il problema bevande gassate/zuccherate è facilmente risolvibile aumentando la percentuale di frutta. Personalmente non credo che una tassa basti a disincentivare il consumo eccessivo dei cosiddetti soft drinks, credo, invece, sia più utile intervenire sull’educazione alimentare, che come sottolinea il presidente Fipe-Confcommercio, Lino Stoppani, comincia dal sollecitare i consumatori a conoscere i valori nutrizionali di ciò che beve e di ciò che mangia.

Foto di Stéfan su Flickr