La ricorderete nel suo accapigliarsi con Aida Yespica in una delle precedenti edizioni dell’Isola. Ma, quest’anno che le carte si sono rimescolate e che vecchi naufraghi hanno di nuovo fatto rotta verso Cayo Paloma, le cose sono andate diversamente per l’irriverente concorrente Antonella Elia!

La finale dell’Isola Dei Famosi è stato un vero colpo di scena. Gli eroi e coloro che avevano lottato in solitario sono stati miseramente esclusi dalla vittoria finale da un imperturbabile televoto. Antonella Elia, al televoto con Aida Yespica, è stata salvata sul filo di lana ed è arrivata a giocarsi la finale, tra sfide all’ultimo respiro, stavolta al freddo milanese. Antonella, Max, Andrea e Manuel Casella… Inutile dire che la prima spiccasse per eccesso e sregolatezza nella moltitudine di concorrenti zen, infaticabili oppure strateghi dell’Isola…

Solitamente è l’eroe che riesce a gareggiare in solitario, combattendo paure nel silenzio della foresta e riuscendo a sopravvivere alla pioggia battente e alla fame imperante, colui che la spunta nel rush finale.
Che il pubblico sia stanco di esseri quasi perfetti che meditano e non s’infervorano mai, neanche dopo aver mangiato per 60 giorni riso scondito? Forse l’imperfezione e l’irrequietezza della natura umana ben si accostavano alla natura nuda e cruda, selvaggia ed imperturbabile dell’Isola nella quale approvvigionarsi era un’impresa e la lotta era quotidiana.

Antonella Elia ha combattuto con gli esseri umani presenti a Cayo Paloma, ma ha saputo ascoltare il richiamo della natura intatta e perfetta dell’Isola; ha mietuto le sue vittime, ha litigato, ha pianto, ma poi si è fatta coccolare dalla corteccia antica di un albero secolare che l’ha fatta, finalmente, sentire protetta ed a posto con il mondo.
La Elia si è giocata la vittoria col serafico Casella. Tra i due, frecciatine e scontri sino all’ultimo secondo di televoto. Per Casella, Antonella era un’irrequieta e rompiscatole donna e concorrente; per quest’ultima, Manuel era solo il primo degli strateghi, immagine di perfezione falsata e ricreata a tavolino.

Ma la Elia sa di non essere perfetta. Ne era consapevole persino quando le veniva chiesto di motivare una sua eventuale vittoria: “Sono imperfetta e forse non merito di vincere!“. Antonella non è un essere complicato che si vanta del suo modo di essere, ma resta appesa a quelle fragilità che il vuoto dei suoi occhi rendono laceranti e pure. Non teme di piangere come una bambina; non ha paura di ammettere i suoi difetti, restando a metà strada tra genio e sregolatezza, tra follia visionaria e ricerca di una realtà che forse non esiste.
Ha vinto il genio ribelle di una donna che, forse, nuotando tra quelle acque cristalline, restando da sola con sé stessa a raccogliere conchiglie o sospesa sui rami di un enorme albero a guardare il tramonto, ha saputo entrare in simbiosi con quell’Isola, trovando, finalmente, quel Paradiso incorrotto che tenacemente vorrebbe glorificare anche nello sregolato mondo di tutti i giorni. Ed impugnando la coppa della vittoria, felice come non mai, Antonella si è augurata che sia stato il suo cuore puro, pur nel mezzo ai suoi innumerevoli sbagli, a farle meritare la vittoria!





























