American Horror Story Prima Stagione: paranormale che nasce dai drammi familiari



Oggi mi tocca spoilerare! Dico mi tocca, perché, per argomentare sul serial, che ci auguriamo tutti possa vincere il Golden Globe come migliore serie drammatica dell’anno, non si può prescindere dal pre-finale! Perciò, se non l’avete ancora vista e desiderereste avventurarvi nella casa degli Omicidi, altolà. Fermatevi qui. Se, invece, siete fans sfegatati del serial e non avete perso neanche una della morti violente avvenute, per mani più o meno note, tra le mura “rivestite” dell’inquietante casa, avventuratevi pure tra le righe della nostra recensione!

American Horror Story parte da presupposti cult per il genere. Una casa infestata, non morti che tornano a turbare i vivi (anzi, che non hanno mai travalicato la linea vita-morte!), tuttavia, la sapiente regia fa sì che il terrore non nasca solo dall’immagine, fine a sé stessa, che può essere cruenta oppure splatter. Il terrore, in questa serie, nasce dall’attesa del terrore stesso. Nasce dai comportamenti, dalla cattiveria dell’anima che è molto più inquietante, talvolta, della violenza fisica. American Horror Story è una storia che narra le debolezze dell’anima. I profondi turbamenti di una figlia che non accetta il divorzio dei genitori. Il trauma di un ragazzo che non accetta la fine insensata di un padre ed il fatto che la madre voglia ricostruirsi una famiglia e rischia d’impazzire (anzi, impazzisce quasi del tutto!). Un uomo che non sa che cos’è la fedeltà coniugale e la sofferenza delle donne che non possono mettere al mondo figli. Drammi comuni si mischiano, sapientemente, al gioco horror e si tramutano in oscuri incubi e desideri inconsci che sanno di morte. Nora desidera un figlio. Tate, che identifica in lei la madre che non ha mai avuto, sarà disposto ad uccidere finché in quella casa non nascerà un bebé in grado di sedare le lacrime amare di un figlio strappato via in modo violento alla dolce, ma anche risoluta, prima proprietaria di quel mausoleo horror! Si parte da drammi reali. Si arriva dove l’oscurità non ci lascia intravedere una via d’uscita…

Ben tradisce la moglie ed è solo per questo primo dramma che la famiglia si trasferisce nel luogo che segnerà il suo passaggio a miglior vita (che sia migliore, in una casa affollata da spiriti non proprio benevoli, è ancora tutto da dimostrare!). “L’errore di Ben” costerà la vita ad Hayden che farà quasi impazzire Vivien ed il suo spirito, a sua volta, cercherà vendetta, uccidendo persino il baby fidanzato dell’invadente Constance! Intanto, Violet, la figlia di Ben e Vivien, dovrà affrontare troppi traumi nella sua breve adolescenza, proprio a causa della crisi familiare: una nuova scuola, nuovi bulli e conoscenze sbagliate. L’autolesionismo giungerà ad un punto di non ritorno e quell’amore che sembrava reale, seppur etereo, si trasformerà in un’amara consapevolezza. Perché il male esiste anche se non si trasforma in un diavolo con le corna. Il diavolo può essere bellissimo. Il male supremo può incarnarsi in un bambino dolce e con gli occhi grandi, che piange la perdita della madre. I clichés di genere sono ribaltati. E’ la normalità di un’America, in preda a crisi familiari ed all’infedeltà, che si genera il male più assoluto. Ogni famiglia ha il suo fardello. Ma se questi fardelli portano a morti violente e tutte avvengono nella stessa dimora, la casa si ciba di questo vortice di male per tentare di sovvertire l’equilibrio vita-morte. I fantasmi non sono più luminosi. Il Diavolo non è sfigurato o con i denti aguzzi. E l’oscuro più ha sembianze comuni e più diventa spaventoso.

In American Horror Story che si sia vivi oppure morti, non cambiano i desideri. Si desidera l’amore vero. Si desidera essere madri. Si cerca la famiglia perfetta. Se fate caso, a due passi dall’epilogo, è proprio una lotta matricida quella che si viene a compiere. Vivien lotterà per un figlio nato dal suo grembo. Constance lotterà per un nipote che è forse il germe del male supremo. Nora lotterà perché questo bambino la risarcisca del dolore subito. Ed, in tutto questo, un padre sarà costretto a constatare come un errore gli sia costato davvero caro…