Una storia decisamente drammatica. Una ragazza di 30 anni, di Livorno, di nome Chiara Pantani, che vive nel terrore di tutto quanto a causa della rara e terribile malattia che la affligge, dal nome scientifico di Mcs (Multiple Chemical Sensitivity ), una complicatissima tipologia di ipersensibilità ad ogni tipoo di elemento chimico, sotto qualunque tipo di forma. Ad esempio, bere acqua per lei è qualcosa al di fuori della semplicità del gesto; deve essere necessariamente minerale, con basso residuo fisso ed un alto pH. Se bevesse l’acqua del rubinetto, le cellule residuali di questa avrebbero un effetto mortale sulle cellule del suo corpo. Leggo.it riporta alcune sue parole, atte a testimoniare la sua situazione di estrema criticità: “Riesco a bere ma con il contagocce, con il risultato che ho sempre una gran sete”.
La Mcs è una patologia allergenica che colpisce il sistema immunitario, che in tal modo va in tllt praticamente per tutto: è come se Chiara Pantani fosse allergica al mondo intero in quanto tale. Così è costretta a vivere nella sua stanza da letto, con dei mobili in acciaio, visto che il legno sarebbe nocivo per lei. E con un purificatore d’aria che lavora incessantemente. Chiara deve portare sempre una mascherina con il filtro ai carboni attivi e spesso la sua pelle si trova ad interagire malamente anche con il cotone o con la seta. Il nutrimento lo riceve attraverso la “peg”; ha usato il sondino per oltre un anno, una vera tortura. Per lei non c’è neanche modo di usare il computer, guardare la tv o leggere un libro. Era un’appassionata di teatro o viaggi, avrebbe voluto poter nuotare tra i delfini. Ma per come sta ora “Sarebbe bello, ma mi accontenterei anche di un piatto di pasta al pomodoro, anche se il suo solo profumo potrebbe essere letale”. E’ questa la sua condizione, come viene descritto oggi da il Tirreno di Livorno nella sua edizione on-line.



































