Algeria rapita una donna italiana, aggiornamenti



Una cooperante italiana, di nome Rossella Urru, e due suoi colleghi spagnoli sono scomparsi, presumibilmente rapidi, all’interno di un campo profughi sahrawi nella zona sud dell’Algeria. Lo hanno riferito diversi media spagnoli riportando fonti provenienti dal ministero dell’Informazione della Repubblica Araba Sahrawi Democratica (Rasd). La prima ricostruzione, da prendere ovviamente con le molle, parla di rapitori che sarebbero giunti dal Mali, a bordo di un fuoristrada e con le armi spianate, attaccando la foresteria del campo profughi di Rabuni a ovest di Tinduf. Come detto, oltre a Rossella Urru sono stati portati via assieme a lei la cooperante Ainhoa Fernandez de Rincon, in forza all’Associazione amici del popolo Saharoui, ed Enric Gonyalons, dell’organizzazione spagnola Mundobat.
La cooperante italiana e i suoi due colleghi spagnoli, che si trovavano proprio nel campo profughi di Rabuni sarebbero stati prelevati dalla sezione o distaccamento di al-Qaeda operante nel Maghreb islamico (AQMI). Questa almeno l’ipotesi messa in campo da un militare della Mauritania che ha in più aggiunto che allo stato dei fatti è impossibile osare ulteriori previsioni, data la mancanza di qualsivoglia rivendicazione. L’ufficiale stesso ha preferito rimanere coperto da anonimato. Nessuna conferma viene invece dalle autorità algerine. I governi della zona ormai da tempo stanno lottando contro l’organizzazione terroristica nata da un movimento estremistico musulmano algerino che si è poi diffuso nelle zone nelle zone del deserto del Sahara scarsamente popolate. Il nome di Rossella Urru, 29enne originaria di Oristano, in Sardegna, si unisce ad altri 15 nomi di italiani attualmente irreperibili in tutto il mondo, quasi tutti sottoposti a sequestro da parte dei più vari gruppi.