Abiti da sposa 2012, cosa vince  e cosa no

sposa 1

In ambito di abiti da sposa il classico bianco non passa mai di moda. Ma ormai si può ben dire che accanto all’antico abito candido, che doveva rappresentare la purezza della sposa, si sono definitivamente accostati anche altri colori, quelli sobri, di tipo pastello, che ormai compaiono con grandissima frequenza nelle cerimonie e nelle sfilate dedicate al “grande giorno”. Qui sotto vi mostriamo alcune foto tratte da collezioni piuttosto recenti.

E’ potenzialmente interessante inserire in questo contesto quelle che sono le origini più ancestrali dell’abito nuziale, in ambito occidentale. La ragione di “conciare” al meglio una sposa risale al medioevo, in particolare all’unione tra due famiglie molto potenti tramite sposalizio dei figli. La sposa portava la dote ed in più perdeva molta della sua indipendenza rispetto al consorte. Quasi fosse “una cosa” doveva essere fatta apparire al meglio nel giorno dell’unione. All’epoca però il bianco non era ancora di uso comune e si usavano costosi tessuti in colore acceso o addirittura pellicce. Nelle classi sociali meno abbienti c’era la volontà di emulare, in qualche modo lo sfarzo che potevano consentirsi le famiglie più ricche.

La moda di abiti lunghi e molto ampi è decisamente più recente e risale alla seconda metà del secolo XIX. Le caratteristiche tipiche degli abiti nuziali di allora sono riuscite a conservarsi fino ai nostri giorni, ma inevitabilmente anche l’abito nuziale, come tutto il resto, non ha potuto fare a meno di risentire, volta per volta, delle mode dominanti. La scelta del colore, oltre a voler simboleggiare la purezza della sposa ha anche uno scopo funzionale, visto che il bianco consente di spaziare in un range di colori che che includono anche tonalità come l’avorio, il crema e l’ecru.